La schella

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Simbolo dell'Hoga Zait, la schella è destinata ad assurgere a vero simbolo di unità e fratellanza fra cimbri altopianesi ed appartenenti ad altre etnie.

Antico strumento di bronzo legato fin dai tempi immemorabili ai giorni di festa, al mondo agreste e alla pastorizia, la Schella funge da richiamo, scandisce il tempo ed identifica il gruppo di appartenenza: essa, infatti, viene suonata all'inizio di ogni evento significativo, invitando a prenderne parte.

Ogni frazione roanese possiede la propria Schella con il nome del paese scritto in cimbro; ogni strumento ha il proprio Schellatragar, che orgogliosamente mostra e fa risuonare il vessillo del popolo cimbro.

Per l’edizione 2018 di Hoga Zait si è voluto approfondire l’aspetto del costume tipico dell’Altopiano andando a ricercare le fonti più antiche o quantomeno quelle che ci riportassero ai tempi della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni; da una pubblicazione dell’Istituto di Cultura Cimbra del 1979, per uno studio di Mario Basso, sono state trovate indicazioni molto precise che erano contenute in un manoscritto inedito dell’Abate Modesto Bonato (1812 – 1902) riferibili ad un periodo coevo alla fine della Reggenza. Con la preziosa collaborazione del dott. Giancarlo Bortoli si è cercato quindi di interpretare stilemi ed usi cimbri in ambito sartoriale. Idee e disegni si sono tradotti in modelli e successivamente in costumi grazie al lavoro della Sartoria Nuvola di Recoaro che aveva già una discreta esperienza in costumistica storica.

L’abito degli Schellaträgar rappresenta quindi la riproduzione più vicina alla realtà storica riferibile alla fine del ‘700 ed inizi dell’800; un estratto della parte che riguarda “l’alpigiano adulto” (il manoscritto contiene un’accurata descrizione anche degli abiti di donne e bambini) riporta il seguente testo:

[A difendersi il capo dal sole, dalla pioggia e dalle intemperie di un rigido clima, il nostro alpigiano si coprìa in ogni stagione con cappello di feltro a larghe tese. Una grossa scarpa gli ornava il piede. Di sotto al ginocchio, dove finivano le brache, sempre corte, una cordella porporina (rossa) di lana gli allacciava visibilmente le calze pur di lana, tinte d’ordinario in cilestro (celeste) rigate dall’alto in basso...]

[Le corte brache, accomandate al ginocchio da una fibbia lenticolare, doveano maggiormente assettarsi alle reni dall’aggiustatezza del taglio:…]

[Il restante del vestito si riduceva ad un panciotto qualunque di sotto…]

[La cintura ai lombicostituiva in una fascia di lana, di color bianco…, annodata in sul fianco destro con due lembi, cadenti all’in giù a guisa di festoni.]